Per un club come l'Athletic Bilbao, la cantera non è solo un'utile appendice o un serbatoio dal quale attingere qualche giovane di tanto in tanto; no, per i Leoni la cantera è molto di più, la cantera è tutto, soprattutto adesso che la filosofia centenaria della squadra è minacciata seriamente dalle conseguenze della legge-Bosman, dalla spartizione ingiusta dei diritti TV e dalle mille altre schifose regole del calcio moderno. Sapere qualcosa dei talenti che crescono a Lezama sarebbe importantissimo, ma come fare da qui? In nostro soccorso è arrivato Txin, tifoso biancorosso di Bilbao ed esperto conoscitore dei giovani della cantera, che ha modo di seguire spesso dal vivo; il suo blog sul vivaio dell'Athletic, il cui link trovate nella colonna di destra, è però in castigliano (ovviamente), e per venire incontro agli appassionati italiani che non masticano quella lingua ho dunque deciso, ottenuta l'autorizzazione dell'autore, di pubblicare i profili dei migliori canterani di Lezama tradotti da me in italiano. Gli articoli che leggerete sono interamente opera di Txin, io mi sono solo limitato a riportarli in un italiano comprensibile senza fare aggiunte di sorta (eventualmente troverete una mia breve presentazione del giocatore in corsivo, prima dell'articolo vero e proprio). Il primo "cachorro" che andiamo a scoprire è Ismael Lopez Blanco, una delle maggiori promesse del vivaio biancorosso, campione d'Europa under 17 e convocato dalla Spagna per l'Europeo under 19 che partirà questo luglio.
Ismael López Blanco Pamplona 29/01/1990
1,80 m - 76 kg
2005/06 Athletic Juvenil A
2006/07 Athletic Juvenil B 26 presenze - 8 gol
2007/08 Bilbao Athletic 25 presenze - 7 gol
E' il giocatore che a breve sarà chiamato a fare la differenza in prima squadra: la sua velocità e il suo sinistro ne fanno un calciatore che spicca in mezzo agli altri. Il suo arrivo all'Athletic ha suscitato un bel vespaio, visto che la società biancorossa lo strappò nel 2005 (insieme all'altra promessa Javier Eraso) ai "cadetes" dell'Osasuna, fatto che provocò all'epoca la rottura dei rapporti tra Bilbao e Pamplona, decisa unilateralmente da un ifuriato Patxi Izco, il presidente dei navarri.
E' stato campione d'Europa e vicecampione del mondo under 17. Nella categoria "cadete" giocava attaccante centrale, ma in virtù della velocità e del buon sinistro è stato riconvertito esterno sinistro offensivo. Ha grande qualità, sa leggere molto bene la partita ed è abilissimo nel tagliare in diagonale dalla fascia sinistra verso il centro, movimento con cui crea non pochi problemi alle difese avversarie.
Ha già giocato diverse amichevoli con la prima squadra e senza dubbio ci troviamo davanti ad un giocatore importante per l'Athletic anche nel breve periodo. Ha recentemente ricevuto offerte da club stranieri (Chelsea e Arsenal su tutti), ma le ha rifiutate per rimanere nella squadra con cui vuole trionfare. Il futuro è suo.
Di seguito posto il video con gli highlight di Bilbao Athletic-Peña Sport, partita nella quale Ismael ha segnato due gol (da rivedere il primo, nel quale fa sfoggio di un'ottima tecnica). Ringrazio infine ancora una volta Txin per la gentilezza e la grandissima disponibilità: eskerrik asko!
Joseba Del Olmo in dribbling contro i difensori del Celta.
La notizia era nell'aria da diversi giorni, come già avevo scritto qui sul blog, e ieri è divenuta ufficiale: Joseba Del Olmo detto Josebita, 27enne ala sinistra di Barakaldo, giocherà con l'Athletic nella prossima stagione ed è pertanto il secondo acquisto del club dopo quello di Gaizka Toquero. Come quest'ultimo, anche Del Olmo è un giocatore che ha passato tutta la sua carriera nelle serie inferiori, militando tra l'altro nel Sestao River dove faceva coppia sulla sinistra con l'attuale terzino biancorosso Koikili; esploso proprio nella squadra neroverde, è approdato in questa stagione all'Eibar, in Segunda, e si è segnalato come uno dei migliori elementi della formazione guipuzcoana, di cui ha contribuito alla salvezza grazie a 5 reti in 33 presenze. Josebita, così lo chiamano i tifosi rossoblù, è un destro naturale che ama giocare a sinistra, dotato di un ottimo dribbling e molto diligente tatticamente; umile, fa del sacrificio e dell'aiuto in copertura due punti di forza del suo gioco, caratteristiche che dovrebbero farlo andare d'accordo con Caparros, a cui elementi del genere piacciono non poco. L'Athletic (che lo presenterà martedì, a campionato di Segunda ufficialmente concluso) ha pagato interamente i 300.000 euro della clausola di rescissione di Del Olmo e lo ha messo sotto contratto per un anno, con un'opzione di rinnovo automatico per un'altra stagione nel caso in cui il calciatore arrivasse a giocare 22 partite ufficiali con la prima squadra. Josebita aveva offerte importanti da altri club di Segunda (Tenerife e Cadiz su tutti), ma ha scelto di tentare l'avventura con l'Athletic sia per potersi misurare con una realtà a lui finora sconosciuta, quella della Primera, sia per realizzare il sogno di indossare la maglia della squadra per cui tifa, fatto questo che ci rende immediatamente fieri di lui. La speranza di tutti è che possa rivelarsi adatto da subito alla Liga, magari seguendo le orme del suo vecchio compagno Koi.
La scheda di Del Olmo:
Joseba Del Olmo García
Barakaldo 20/06/1981
1,72 m-65 kg
Sporting de Lutxana (1998-2000) Arenas de Getxo (2000-2002) SD Lemona (2002-2004) Barakaldo CF (2004-2006) 61 partite - 8 gol
Sestao River Club (2006-2007) 36 partite - 9 gol SD Eibar (2007-2008) 33 partite - 5 gol
Di seguito posto l'unico video che ho trovato con delle immagini di Del Olmo. Si tratta del "resumen" della partita tra Eibar e Nastic di questa temporada, conclusasi con la vittoria per 2-0 dei baschi e nella quale Josebita ha segnato una rete e si è procurato un rigore dopo una bella azione personale.
La grinta di Javi Martinez, grande protagonista della stagione biancorossa.
Javi Martinez 7,5: solo una parola per definire questo 20enne navarro, alla sua seconda stagione di Liga (entrambe giocate da titolare, e ho detto tutto): strepitoso. Non ci sono più aggettivi per definire questo fenomeno, il vero prototipo del centrocampista moderno: fisicamente straripante, bravo sia in interdizione che nell'appoggiare la fase offensiva, è dotato di due piedi non disprezzabili e di un senso della posizione innato. Quando è in giornata, Javi Martinez te lo ritrovi ovunque, a pressare nella trequarti avversaria come a proteggere la propria area di rigore, a chiudere sulle fasce come ad inserirsi in avanti a rimorchio delle punte...un incubo per gli avversari, pura gioia per i tifosi biancorossi. Non era partito benissimo, Javi, anche a causa del ruolo di recupera-palloni esclusivo cui lo consegnava il tandem con Orbaiz; è però cresciuto esponenzialmente nel girone di ritorno, e guarda caso l'Athletic ha iniziato a giocare meglio, per poi esplodere definitivamente nell'ultima parte di stagione, quando, con Pablo infortunato, si è messo il centrocampo in spalla e ha fatto reparto quasi da solo. Il momento più bello dell'intera stagione dell'Athletic resta senza dubbio il suo coast-to-coast micidiale contro l'Atletico di Madrid, una volata da porta a porta (conclusa con l'assist per l'1-1 di Susaeta) che riassume meglio di mille parole le qualità e le potenzialità di questo ragazzo, per cui le porte della Seleccion potrebbero aprirsi molto presto. Progressione incontenibile, forza dirmpente, classe: signore e signori, Javi Martinez.
Susaeta 7: senza dubbio la più bella sorpresa dell'anno, Markel Susaeta Laskurain ha avuto un impatto sulla prima squadra che a molti ha ricordato gli esordi di un certo Guerrero. Senza scomodare il mai troppo rimpianto Julen, va comunque sottolineato che il ventenne esterno destro di Eibar ha lasciato una traccia importante e assai visibile del suo passaggio dal Bilbao Athletic alla formazione dei "grandi", imponendosi subito con classe e personalità non comuni. Se tra i cachorros giostrava spesso come trequartista centrale, in prima squadra Susaeta si è dovuto convertire stabilmente in ala destra e lo ha fatto con incredibile bravura, riuscendo a sfruttare al meglio le doti notevoli di cui è in possesso: grande abilità nel dribbling stretto, movimenti molto rapidi nel breve, buon piede nei cross, nonché sui calci piazzati, e notevole sfrontatezza, caratteristica che gli rende naturale il proporsi sempre ai compagni per dettare il passaggio sulla sua fascia. I movimenti molto particolari e il suo non stare mai fermo ne rendono il gioco assai elettrico, cosa che carica non poco la squadra (che lo cerca moltissimo) e anche i tifosi, sempre pronti ad adottare chi spunta sangue sul terreno di gioco. Difetti? Il fisico leggero, la velocità di base non proprio eccezionale e una certa dose di inesperienza e di immaturità tattica che dovranno essere limate in futuro. Nonostante un passaggio a vuoto a metà stagione, periodo durante il quale Caparros lo ha spesso rimandato a farsi le ossa nel Bilbao Athletic, Markel si è ritagliato un ruolo da grande protagonista con 34 presenze e 6 gol tra Liga e Coppa del Re ed è ovviamente uno dei più attesi nella prossima temporada, quella più difficile per un giovane: la stagione della conferma.
Garmendia 6,5: ad agosto, a fine ritiro, Caparros non lo voleva e Joseba riuscì ad ottenere la tanto sospirata maglia solo perchè il ritorno di Ezquerro sfumò all'ultimo secondo; con il senno di poi, si può senza dubbio sostenere che mai affare fallito fu migliore di quello, visto che il numero 8 ha giocato un'ottima stagione e ha finalmente fatto intravedere alcune delle caratteristiche che molti appassionati avevano notato quando giocava nella squadra B. Non è stata comunque un'annata facile per Garmendia, come peraltro dimostra il grafico delle sue presenze stagionali: mai utilizzato fino alla 14° giornata, ha iniziato a fare capolino tra i convocati da dicembre; una buona prestazione in Coppa contro l'Espanyol ha convinto Jokin ha dare una chance a questo giocatore molto duttile, capace di giostrare come pivote, sulla fascia o da seconda punta, anche se il suo ruolo preferito è quello di trequartista alle spalle degli attaccanti. Un gol (decisivo, contro l'Espanyol), alcuni assist di pregevole fattura e un finale di campionato caratterizzato da belle prestazioni e da un'acquisita maturità che prima non aveva mai palesato. Può essere una delle rivelazioni della prossima stagione.
Gabilondo 6,5: non è il mio giocatore preferito, come ben sanno i lettori abituali del blog. A dirla tutta, non lo ritengo in grado di giocare come ala e ho più volte sperato che qualcuno lo provasse come terzino, visto che è diligente in fase difensiva, sa spingere ma non ha il cambio di passo e la fantasia che si richiedono ad un esterno offensivo. Non sono stato ascoltato nemmeno da Caparros, ma devo dire che il tecnico di Utrera (famoso per cavare il sangue dalle rape) è riuscito nel miracolo di far rendere al massimo i pochi punti di forza di Igor, che si è trovato a meraviglia con il calcio spesso sparagnino e poco votato alla manovra d'attacco del suo allenatore. Inserito spesso più per tamponare che per creare, Gabilondo si è fatto trovare sempre pronto ed ha finito per disputare un torneo molto più concreto e redditizio rispetto a quello passato, durante il quale mi aveva fatto più volte disperare per la monotonia del suo gioco e la banalità della sua proposta tecnica. Se non gli si chiede di puntare l'uomo o di creare la superiorità, ma solo di appoggiare come può l'azione, magari con qualche cross dalla trequarti, e di applicarsi in difesa, anche l'ex giputxi può diventare un giocatore (quasi) decente. Per me resta una riserva, ma finché l'Athletic non troverà un buon esterno sinistro Gabilondo continuerà a dire la sua per una maglia da titolare.
Yeste 6: sufficienza di stima, è difficile dare un giudizio alla stagione di Fran, così come risulta molto complicato esprimersi in generale su questo giocatore. Tecnicamente non si discute, ha un mancino strepitoso e con pochi rivali nella Liga (forse il solo Arango gli è superiore), però anche quest'anno ha alternato troppe volte prestazioni sotto la soglia della sufficienza ad altre, più rare, in cui ha illuminato la platea; non scopro certo l'acqua calda dicendo che il peggior difetto di Yeste è la discontinuità, l'incapacità di tenere alta la concentrazione per 90 minuti che lo ha frenato non poco nella sua carriera. Caparros, che non ama giocare col treuqartista centrale, ha mostrato di tenerlo in grande considerazione arrivando ad inserirlo nel doble pivote pur di non privarsene, un'intuizione che inizialmente sembrava felice (dopo la partita col Valencia scrissi che questo esperimento poteva dare gli stessi frutto dell'arretramento di Pirlo nel Milan ancelottiano) ma che è ben presto naufragata a causa dell'assai scarsa duttilità del nostro numero 10, generoso in fase di non possesso e tuttavia quasi nullo quando doveva difendere. Peccato, perchè la visione di gioco e il lancio di 40 metri sono nel suo repertorio, ma d'altra parte si è visto dopo 4-5 partite che basta attaccare nel suo settore per sfondare con relativa facilità. Jokin ha finito dunque per metterlo spesso e volentieri a sinistra, riportandolo alla fase embrionale della carriera nella quale giocava ala perchè in mezzo c'era l'allora inamovibile Guerrero. Un brutto segnale, anche perchè il ritorno di Gurpegi apre scenari difficili per lo Yeste mediano. Sta a lui convincere il tecnico e i tifosi più scettici, ovviamente spero che ci riesca perchè di lui, nonostante tutto, non farei mai a meno.
Orbaiz 6: altra sufficienza risicata e che concedo solo per quanto fatto vedere da Pablo negli anni scorsi. Il tempo passa, i gravissimi infortuni si fanno sentire e in questa stagione Orbaiz ha palesato spesso una condizione non ottimale, soprattutto a livello di fondo, cosa che ha influito non poco su certe prestazioni appannate e poco lucide del navarro in regia. Altri problemi fisici sono venuti a tormentarlo in primavera e il numero 16 ha finito per saltare gli ultimi due mesi di Liga, inconveniente che non ci voleva visto che stava trovando la forma migliore. Anche per lui, come per Yeste, potrebbero esserci sorprese poco gradite il prossimo anno, visto che il rientro di Gurpegi (e la contemporanea inamovibilità di Javi Martinez) lasciano poco spazio a soluzioni alternative ai due succitati mediani: Gurpegi è un mastino e Javi Martinez, giocandogli al fianco, potrebbe finalmente essere libero di esprimere tutto il suo enorme potenziale senza limitarsi alla fase di interdizione. La capacità di dirigere il gioco di Orbaiz non si discute, ma altrettanto indiscutibile è la sua staticità attuale, soprattutto se confrontata col dinamismo dei due corregionali navarri. Vedremo, francamente le sue possbilità di conservare il posto da titolare mi sembrano ridotte.
David Lopez 5: una bocciatura sonora e ampiamente meritata per l'ex Osasuna, arrivato tra speranze e grandi aspettative in estate e rivelatosi via via un corpo estraneo alla squadra, tanto da finire ben presto ad intristirsi in panchina mentre Susaeta folleggiava in campo. I motivi di quest'annata balorda del riojano non sono di facile individuazione: dire che il difensivismo di Caparros non gli si adatta è un azzardo, visto e considerato che David è esploso all'Osasuna con Ziganda, non proprio un profeta del calcio totale; la fiducia di tencico e ambiente l'ha avuta a lungo; i mezzi ci sono, anche se non sono eccezionali. Non è un crack, insomma, ma un buon esterno destro che sa crossare ed ha un buon tiro dalla distanza. Quest'anno, però, non è davvero mai riuscito a mettersi in mostra all'interno della manovra della squadra e ha finito per intestardirsi spesso in azioni palla al piede che non gli competono, risultando superfluo quando non proprio controproducente. Il prossimo anno la prova d'appello: o si sveglia o se ne va, anche perchè Susa ha già fatto vedere di valere molto più di lui.
Gurpegi 8 fuori scala: rientrando a fine aprile ha ovviamente giocato pochissimo, ma il suo ingresso in squadra ha portato una ventata di gioia e una rinnovata determinazione in tutto l'ambiente. L'acquisto migliore per la prossima stagione sarà senza dubbio lui. Bentornato, Carlos!
Cuellar, Muñoz, Tiko s.v.: pochissimi minuti per Tiko e Cuellar (altro acquisto incomprensibile), ormai in partenza verso altri lidi. Muñoz avrei sinceramente voluto vederlo di più, perchè in alcuni spezzoni di gara ha mostrato cose interessanti; a parer mio doveva essere il primo rincalzo per la linea mediana, invece Caparros ha preferito spesso altre soluzioni rispetto all'impiego del mediano ex Osasuna. Devo dire che non ho ben capito certe scelte di Jokin, che prima ha richiesto determinati giocatori e poi li ha sottoutilizzati in stagione...tanto valeva risparmiare qualche euro, no?
Athletic Club: Armando; Iraola, Ocio, Amorebieta, Koikili; Susaeta (75' David López), Orbaiz (89' Garmendia), Javi Martínez, Gabilondo; Aduriz (61' Ramos), Llorente. Real Valladolid: Sergio Asenjo; Pedro López, Bea, García Calvo, Marcos; Borja (46' Sisi), Álvaro Rubio; Vivar Dorado, Kome (72' Capdevila), Sesma (79' Ogbeche); Manchev. Reti: 5' e 68' Gabilondo. Arbitro: Ayza Gámez (Comité Valenciano). Note: espulso al 55' Pedro López (V) per fallo da ultimo uomo su Aduriz.
Povero Gabilondo. Neppure nel giorno in cui segna due gol e porta l'Athletic a +4 sulla zona retrocessione, "Oso ondo" (soprannome di Igor che in basco significa "molto bene, alla grande") si guadagna la luce dei riflettori, oscurato da un evento che ha poco a che vedere con le vicende del campo. Parlo del minuto di silenzio osservato per l'assassinio dell'ex politico socialista Isaias Carrasco, ucciso da un commando di ETA ad Arrasate. Era la prima volta che al San Mamés entrava la politica, visto che fino a domenica gli unici minuti di silenzio consentiti riguardavano la morte di personaggi importanti per la storia del club. L'epilogo era facile da immaginare: fischi e cori dalla Norte e da altri settori dello stadio, minuto di silenzio interrotto dopo una decina di secondi, polemiche a non finire. Dare un giudizio su quanto è successo non è facile. Ho letto molti commenti al riguardo, sia di giornalisti che di persone comuni, e mi sento di dire che è troppo semplicistico liquidare la questione come se si fosse trattato dell'ingerenza di una banda di cretini. E' sempre molto facile parlare dalla sedia della propria camera, lontani centinaia di chilometri da Bilbao e più o meno inconsapevoli di cosa significhi vivere nei Paesi Baschi. Questo non è un blog politico, come ricordavo in un commento di qualche giorno fa, ma solo un sito amatoriale di calcio. Tuttavia, mi sento di fare delle precisazioni, perchè troppo spesso la gente parla per sentito dire. Innanzi tutto, l'errore più grave è stato di Macua, che poteva benissimo evitare di far osservare il minuto di silenzio che la RFEF ha posto come facoltativo, pur invitando le società a rispettarlo (a Pamplona, per esempio, non è stato fatto). In secondo luogo, va chiarita la natura della contestazione. Prima sono stati intonati cori a favore dei prigionieri politici e delle vittime della Stato spagnolo, quindi sono iniziati i fischi rivolti non a Carrasco, bensì ad un'altra parte della tifoseria. Riporto di seguito l'importante testimonianza di un socio dei Leones Italianos che domenica era allo stadio:
"Da quello che ho potuto vedere e sentire nei "famigerati" 10 secondi della Catedral, i fischi non erano assolutamente per il povero Isais Carrasco... Per lo meno metà stadio se ne è rimasta seduta senza partecipare nel minuto di silenzio, mentre circa 200-300 persone (settore HNT) e un'altra cinquantina (settore A. S.) ha cominciato a cantare in denuncia della morte (civile) che decine di migliaia di persone soffrono nella "democratica" Spagna del "caro" ZP...i FISCHI sono iniziati solo quando all'inizio della partita (è successo tutto in pochissimi secondi) sono proseguiti alcuni "cori politici" (per la precisione PNV ESPAÑOL!!!) direzione palco, cosa che peraltro avviene domenicalmente, e da lì sono iniziati i fischi provenienti principalmente dalla tribuna PR. BAJA (dove sto abitualmente io). Nel 1978 ci fu l'unico precedente di un minuto di silenzio totale, spontaneo, per un morto del conflitto politico in E.H. (precisamete fu per ARGALA)...poi negli ultimi trenta anni sappiamo tutti qual è stato l'atteggiamanto dell' Athletic in merito ai "minuti di silenzio" (sicuramente il piu' accertato, appunto perche' evita la divisione tra vittime del confilitto di serie A - morti per mano di ETA - e quelli di serie B - morti per mano del terrorismo di Stato- ). Tutte meritano assolutamente il massimo rispetto (e il povero Isaias, tra l'altro "tifosissimo" dell'Athletic, anche!)".
Ma cosa si apettavano lorsignori, che la gente se ne stesse tranquilla? Ignorano forse che più della metà di chi siede in quelle curve ha avuto un parente o un amico picchiato, imprigionato o ammazzato nelle carceri spagnole? Per quale motivo non c'è mai stato un secondo, non un minuto, di silenzio per le vittime dei GAL, per i prigionieri politici e per i loro parenti morti sulle strade, nel tentativo di raggiungerli in prigioni lontane centinaia di chilometri dai Paese Baschi (se non sapete di cosa parlo, cercate su Google il sito di "Euskal Presoak")? Mi sembra quasi il caso-Sandri...certe morti pesano più di altre? Vale più un poliziotto morto non si sa come fuori da uno stadio o un tifoso ammazzato ad un autogrill? Vale più un ex politico del PSOE o un cittadino basco morto per le torture subite durante un interrogatorio?
Ripeto, è troppo facile parlare senza conoscere la situazione, come peraltro hanno fatto i giornali italiani. A tale proposito, riporto il pezzo del blog di un amico:
"15 righe, quante imprecisioni ! Tutto perchè si è voluto per forza di cose parlare di un fatto successo senza conoscere il benchè minimo dettaglio !! Sto parlando di questo articolo apparso ieri su "La Repubblica" on line: BILBAO, CORI AL MINUTO DI SILENZIO.
Premessa, fate conto che io ero allo stadio, nel senso che non ero li fisicamente, ma ci sono stato tante volte al San Mames di Bilbao che lo conosco come le mie tasche, e molti di quelli che erano li sono amici miei.
Svisceriamo l'articolo nei punti salienti e correggiamo le ZOZZERIE ivi presenti.
Cominciamo con la prima parte dell'articolo.
"Una parte del pubblico dello stadio San Mames non ha rispettato il tributo al politico socialista Isaias Carrasco, ucciso venerdì dall'Eta"
Niente da eccepire, se non che ISAIAS CARRASCO era un ex-politico socialista, in quanto si era allontanato dal suo partito recentemente.
"Prima della partita Athletic-Valladolid, durante il minuto di silenzio raccomandato dalla Lega calcio spagnola, cori e fischi sono venuti dalla 'Cattedrale', il settore tradizionalmente occupato da tifosi vicini alla sinistra indipendentista basca"
E qui cominciano i dolori, "La Catedral" è il soprannome dello stadio SAN MAMES di Bilbao. Il nomignolo fu dato allo stadio dell'ATHLETIC agli inizi dell' era del calcio spagnolo, quindi non è, come si evince dal pezzo, solo una parte dello stadio. Per inciso quella parte di stadio mostrata anche nel video si chiama " fondo norte" (curva nord) dove risiede un gruppo di tifosi ben definito che si chiama appunto HERRI NORTE, corretto invece che sono i ragazzi vicini alla sinistra indipendentista basca.
"Secondo la stampa spagnola, era la prima volta che la squadra basca faceva osservare un minuto di silenzio dopo un attentato attribuito all'Eta."
Tentennamento inutile e fuori luogo. Non sono di certo un membro dell'Accademia della Crusca, ma quel "secondo la stampa spagnola" ci dice che il giornalista prende con le pinze la notizia sul fatto che sia la prima volta che la squadra basca etc etc. Ma secondo voi ( sono un genio lo so), perchè un giornalista e un quotidiano dovrebbero prendersi la briga di dare risalto a un fatto accaduto, prendendo però con le molle una segnalazione che è per forza di cose veritiera ? Lo sanno tutti gli spagnoli, nei paesi baschi NON SI CELEBRANO MINUTI DI SILENZIO CON MOTIVO POLITICO ! E qui vi rimando all'ultima cagata dell'articolo :
"Tutte le altre partite della 27ma giornata della Liga spagnola di calcio si sono aperte ieri e oggi con un minuto di silenzio in omaggio all'ultima vittima dell'Eta"
Se chi ha scritto l'articolo si fosse preso la briga di verificare anche solo una delle cose che ha riportato, non avrebbe avuto nessuna difficoltà nel riscontrare che a PAMPLONA, Navarra, Paesi Baschi, allo stadio "Reyno de Navarra", per la partita OSASUNA-ALMERIA il minuto di silenzio non è nemmeno cominciato. E la stessa cosa sarebbe successa allo stadio di ANOETA, San Sebastian capoluogo della Guipuzkoa , Paesi Baschi, se la squadra di casa la REAL SOCIEDAD non fosse stata impegnata in trasferta.
Mi rendo conto che dovrei stare a spiegare i motivi del perchè nei Peasi Baschi non si celebrano minuti di silenzio per motivi politici, vi metto solo sulla strada, forse che nel resto della Spagna si è celebrato mai un minuto di silenzio in ricordo dell'ECCIDIO DI GUERNIKA?
Anche altri giornali hanno voluto per forza dare risalto alla cosa, e tutti hanno scritto qualcosa prendendo spunto, per sentito dire o peggio COPIANDO dallo spagnolo e riportando una traduzione maccheronica che ha dell'assurdo. Il quotidiano "La Stampa" nella versione cartacea a pagina 3 dell'edizione di ieri lunedi 10 marzo, riportava un trafiletto in cui veniva scritto che il " minuto di silenzio veniva interrotto dall'arbitro dopo solo 8 secondi mediante l'uso del megafono". Ma immaginatevi voi un arbitro al centro del campo che con il megafono dice a tutti " il minuto di silenzio finisce qua ", ovvio che chi ha scritto il pezzo ha buttato giù due righe tanto per, senza rileggere l'assurdità della cosa. Leggendo i quotidiani spagnoli che parlano della cosa trovo questo articolo in cui viene scritto:
"Es de suponer que por la situación creada, el árbitro del partido Athletic Club-Real Valladolid, el valenciano Ángel Ayza Gámez, decidió que no se alargase y recortó el minuto a unos 8 segundos desde que se dieron las últimas palabras por megafonía y pitó el final del minuto." che tradotto significa che l'arbitro ha decretato la fine del minuto di silenzio giusto quando la "megafonia" della stadio stava terminando le ultime parole. Le parole che introducevano la motivazione del minuto di silenzio. L'ho fatta io la ricerca, ho fatto io una traduzione semplice e non faccio il giornalista...ci voleva tanto?
MA CAMBIATE MESTIERE, LA GENTE HA BISOGNO DI PROFESSIONISTI E PROFESSIONALITA' NON DI CIALTRONI CHE SCRIVONO A COMANDO!!".
Questo è quanto. La condanna di ETA e del terrorismo è ferma e direi ovvia, ma prima di parlare a vanvera credo che bisognerebbe conoscere i fatti. La vita nei Paesi Baschi non è simile a quella nel resto della Spagna, chi dà per scontato questo punto è un superficiale. Si sentono i fischi e subito si fa 2+2: sono etarras, sono terroristi, sono imbecilli, sono incivili, sono vigliacchi, ecc ecc. Nessuno ha pensato che i fischi non fossero per Carrasco. Nessuno ha provato, come ho fatto io, a sentire cosa dicevano i cori e a dare un'occhiata alle bandiere che sventolavano nella Norte. Nessuno ha capito che quella era una contestazione alla democratica e civile Spagna, non un appoggio a ETA. Si può discutere dell'opportunità della protesta, prima però sarebbe bene informarsi. C'è perfino gente che si è scandalizzata perchè i giocatori dell'Athletic non si sono abbracciati a metà campo, ma sono rimasti a capo chino nelle loro posizioni. Un peccato grave anche questo?
Per quanto riguarda la partita, mi sembra quasi superfluo soffermarmi sull'andamento del match. Valladolid migliore sul piano del gioco, Athletic che ringrazia Gabilondo, Llorente (autore di due assist) e Armando, salvatore della patria in più occasioni. Non mi sento di aggiungere altro, per chi vuole vedere un po' di calcio ecco il link al filmato con le azioni salienti del match: Athletic-Valladolid.
Per farmi perdonare della mancata croncaca del partitone biancorosso al Calderon, posto di seguito il video della partita (spellatevi le mani sulla cavalcata di Javi Martinez e sul tacco di Llorente, mi raccomando) e il resoconto di un athleticzale che l'ha vista dal vivo allo stadio, beato lui.
UNA PASADA, CRONACA DI UNA GODURIA
di MANUEL ZARDAIN
I miei amici tifosi del Patético mi avevano detto in settimana che possedevano un abbonamento in più a disposizione per la partita contro l'Athletic, e mi avevano chiesto se volevo andare con loro. Sapevo già che la loro vera intenzione era quella di prendermi in giro, perché la cosa più probabile era che l'Atlético ci battesse, visto che era reduce da una buona striscia. Però ho risposto di sì. Quindi la domenica, alle sette e mezza, eravamo già in un bar presso il Calderón a berci una birra, e gli sfottò non si sono fatti attendere: "Non so cosa vieni a fare, Manolo. Sei masochista? Ve ne infiliamo cinque!". Io sono una persona molto cauta e sono rimasto zitto, limitandomi a sorridere e a pensare "Ride bene chi ride ultimo". Improvvisamente comincia a piovere a dirotto, e ho pensato a un segno del destino: "Il campo zuppo come ai bei tempi di Clemente"… Poi ci siamo diretti allo stadio, ci siamo seduti sotto l'acqua e la partita è iniziata.
Pronti via e Armando deve respingere un buon rasoterra di Raúl García. Al 5' sembrava l'inizio di una tragedia: un cross di Antonio López distrae Armando e senza che nessuno la tocchi la palla è in rete. Volevo morire. "Te l'avevamo detto Manolo. Anzi, ve ne infiliamo otto, non cinque!" Credo che una delle chiavi della partita siano state le marcature difensive dell'Atlético: Pablo è un buon centrale, ma Eller è pessimo. Per questo, credo, Aguirre aveva schierato Pablo in copertura su Aduriz, un attaccante molto agile che richiede più attenzione rispetto a Llorente. Eller era su Llorente, che però lo anticipava sempre. Dopo il gol dell'Atlético si registrano due giocate importanti: la traversa colpita da Luis García (sarebbe stato un eurogol) e una punizione al veleno di Yeste che per poco non uccella Abbiati e finisce in rete.
E poi l'estasi. Al 37' un fallo a favore dell'Atlético, con tutto l'Athletic arroccato in difesa, viene giocato male, Javi Martínez prende il pallone nella propria area e comincia una cavalcata vertiginosa verso Abbiati (ricordate il gol di Maradona all'Inghilterra? Se Javi fosse nato a Lanús, anziché a Lizarra, adesso la sua giocata verrebbe continuamente riproposta dalle tv di mezzo mondo). Javi Martínez inizia a dribblarne uno, due, tre, scansa un possibile fallaccio di Pernía - nel frattempo Susaeta sta dando vita ad altrettanta cavalcata sulla sinistra, e Yeste sulla destra - e alla fine cede il pallone a Markel, che, invece di calciare di prima col sinistro aspetta di avere il pallone sulla sua gamba, la destra, e scaglia il pallone a fil di palo. Un delirio!!!!
Da lì in avanti il gioco si fa "cattivo", soprattutto tra Kun e Amorebieta. Tra l'altro, Amorebieta superbo!!!! Questo ragazzo ha iniziato la carriera con qualche prestazione in tono minore e addirittura qualche autogol, ma poco a poco è emerso. Si dice che molte squadre lo stiano seguendo, Macua blindalo!!!! Sul finire dei primi 45', forse in fuorigioco sì, ma millimetrico, Llorente insacca il raddoppio.
Nella pausa i miei amici non scherzavano più, sebbene qualcuno mi abbia detto: "Finisce 5-2". Gli ho risposto che sembrava un'affermazione arrogante, molto madridista e che alla fine se ne sarebbe pentito.
La ripresa ha avuto momenti molto aspri, anche per le condizioni del campo. Entrate dure, si capiva che qualcuno avrebbe visto il rosso: Amorebieta, Javi Martínez, Agüero, Pernía, Javi García… È toccato a quest'ultimo (forse un po' fiscalmente), ma anche Pablo andava sbattuto fuori per gomitata volontaria in faccia ad Aduriz (in area, ci stava anche il rigore!).
Be', alla fine una giornata da ricordare. È valsa la pena di bagnarsi fino al midollo.
L'ingresso delle squadre con lo striscione che inneggia al riconoscimento ufficiale delle due selezioni.
Lo striscione nella sua interezza.
Foto di rito della formazione basca.
Torciata nella Norte, caldissima come sempre.
Aduriz esulta: è 1-1 (tutte le foto sono di Eitb24).
Euskal Herria: Lafuente (46' Riesgo); Iraola (46' López Rekarte), Labaka, Amorebieta (46' Mikel González), Del Horno (76' Urzelai); Xabi Prieto (60' Mendieta), Orbaiz (46' Puñal), Aranburu, Yeste (46' Gabilondo); Etxeberria (42' Aduriz), Fernando Llorente (46' Joseba Llorente). Allenatori: José Angel Iribar e Miguel Etxarri.
Catalunya: Jorquera (14' Morales); Bruno, Belenguer (46' Tortolero), Puyol (46' Carlos García), David García (46' Chica); Sergio González, Xavi (65' Angel), Verdú; Corominas (81' Soler), Sergio García (74' Crosas), Bojan (60' Pinilla). Allenatore: Pere Gratacós. Reti: 29' Bojan, 69' Aduriz. Arbitro: Pérez Lasa (Comité vasco).
E' finita con un giusto pareggio l'amichevole dal sapore antico tra Euskal Herria e Catalunya, ma come sempre il risultato del campo passa in secondo piano rispetto al significato della manifestazione, che ogni anno mira ad attirare l'attenzione sul problema del riconoscimento FIFA delle selezioni interne a quella spagnola. La risposta del pubblico bilbaino (con l'aggiunta di alcune migliaia di catalani) non si è fatta attendere: 40.000 spettatori, San Mamés strapieno e grande successo dopo il passaggio a vuoto dello scorso anno contro la Serbia, causato da polemiche sterili tra due differenti organismi baschi. Molto belle entrambe le reti, segnate dal fantastico Bojan per la Catalunya e dal biancorosso Aritz Aduriz per la tricolor; da rivedere soprattutto l'azione del gol di Euskal Herria, con Aduriz che parte dalla propria area dopo un corner avversario e finisce in quella opposta a finalizzare uno strepitoso contropiede condotto da un Mendieta in gran forma e da Gabilondo, autore dell'assist. Unica nota negativa l'infortunio del portiere del Barcellona Jorquera, lesionatosi seriamente al ginocchio in maniera del tutto fortuita. Inserisco qui sotto il video di Eitb24 con gli highlights della partita.
E così sabato è stato il grande giorno: settima riunione della Peña a Padova, grande pranzo collettivo e partitona commemorativa per il decimo anniversario dei Katzengunners. A parte il risultato del match (sconfitta 6-3, comunque onorevole visto che noi giocavamo insieme per la prima volta, mentre i Katzen hanno appunto 10 anni di esperienza come squadra), è stata una giornata bellissima. Per la prima volta eravamo un gruppo davvero nutrito, nonostante l'assenza di qualche membro storico (Nello, tu quoque...), e tutto è andato alla perfezione, grazie anche alla superba accoglienza e organizzazione dei soci padovani: abbiamo mangiato benissimo, abbiamo giocato, abbiamo conversato amabilmente di Athletic, calcio in generale, zone a luci rosse di Amburgo (questa la capirà solo chi c'era), curve, idiozie, varie amenità, ecc ecc. Il tempo è volato, questo l'unico vero rammarico. Il video che vedete all'inizio è il riassunto di questa fantastica giornata ed è opera del Presidente Emiliano, mentre le foto qui sotto le abbiamo scattate lungo tutto l'arco della giornata. Che altro aggiungere...sono stato davvero felice di rivedere persone che non incontravo da tempo e di conoscere alcuni fenomeni (Adri, Albe ed Ema su tutti) con cui sono sicuro che uscirei anche tutte le sere se abitassimo nella stessa città...che risate! Grazie a tutti ragazzi, siamo stati come sempre grandissimi! Aupa Leones eta gora Athletic!
Emi con la maglia autografata da Carlos Gurpegi.
Euskal hintxak.
La curva Est.
Foto comune prima del match.
I Leones Italianos a fine partita: stanchi ma felici!
Gorka festeggiato dai compagni dopo lo 0-0 in UEFA col Benfica, risultato letteralmente salvato dalle strepitose parate del portiere navarro.
Javier Clemente, nello scorso giugno, lo riteneva uno degli elementi imprescindibili da cui partire per strutturare l'Athletic del futuro, tuttavia il presidente Lamikiz ignorò bellamente le direttive del suo mister e Gorka Iraizoz restò a fare la riserva di Kameni all'Espanyol, pur mostrando un rendimento quantitavimente migliore rispetto al più talentuoso, ma spesso distratto, portiere camerunense. La stagione ancora una volta sottotono di Aranzubia, che sembra purtroppo aver smarrito la sicurezza di un paio di stagioni fa, e l'oggettiva impresentabilità di Lafuente quale numero 1 titolare hanno prepotentemente riportato sul taccuino dei futuri acquisti il nome del portiere di Pamplona, 26 anni compiuti a marzo. Cresciuto nelle categorie giovanili dell'Athletic, Gorka milita nel Gernika prima di approdare all'Espanyol B; dopo un fruttuoso prestito all'Eibar di Mendilibar, con cui sfiora la clamorosa promozione in Primera, torna alla casa madre e gioca 21 partite di Liga al primo anno, facendosi notare per lo stile poco ortodosso ma molto efficace. Il rigore parato all'Athletic e l'ottimo esordio con la selezione di Euskadi attirano su di lui le attenzioni di Clemente, frustrate come detto dall'ostruzionismo di Lamikiz; quest'anno ha giocato poco in Liga ma è stato portiere di Coppa, risultando tra i grandi protagonisti della cavalcata della seconda squadra di Barcellona verso la finale di UEFA. Strepitosa, in particolare, la sua prestazione nel match di ritorno con il Benfica, durante il quale ha salvato innumerevoli volte la sua porta, rendendosi protagonista della più bella parata dell'anno, questa:
Molto bravo anche nella finale persa ai rigori con il Siviglia, Gorka è un portiere con uno stile molto particolare: alto più di 1,90, dinoccolato, sembra quasi poco a suo agio tra i pali, ma è capace di balzi da gatto e ha riflessi davvero notevoli. Secondo il quotidiano "As", il suo procuratore ha confermato le voci su un'offerta dell'Athletic di circa 4 milioni di euro, rivelando che adesso tutto dipende dall'Espanyol; il club catalano sembrerebbe ben disposto, visto che Iraizoz ha manifestato insofferenza per il suo ruolo di riserva e la dirigenza avrebbe deciso di cederlo. Il portiere navarro gradisce il trasferimento a Bilbao, non resta dunque che seguire gli sviluppi della vicenda. Mi spiace molto per Dani Aranzubia, che personalmente mi sta molto simpatico, ma anche quest'anno il numero 13 ha sbagliato troppo e un portiere come Gorka ci farebbe davvero comodo.
Visto che questa temporada è alquanto avara di soddisfazioni, consoliamoci con le disfatte altrui...
Volevo postare questo video dopo la partita di andata, ma ho aspettato scaramanticamente il ritorno per poter complimentarmi con le merde di bianco vestite per un altro anno senza vittorie di prestigio (a meno di miracoli in campionato, improbabili vista la pochezza di gioco della Capello-band). Ciao ciao Mandril!
Prima che qualcuno mi venga a dire che Mendieta non è buono o cose del genere, ricordatevi che ha subìto infortuni gravissimi (rottura del ginocchio, tanto per dirne una) e guardate che gol sa fare:
Secondo a me a Bilbao potrebbe tornare ad ottimi livelli. Aupa Gaizka!
Domani al "Reyno de Navarra", nuovo nome dello stadio El Sadar di Pamplona, si gioca Osasuna-Athletic. Il derby basco quest'anno ha un motivo d'interesse in più: la presenza di José Angel Ziganda, indimenticabile bomber biancorosso degli anni '90 ed attuale mister dei navarri.
Tanto per capirci, Kuko era uno che faceva gol così:
Con l'Athletic ha segnato 90 reti in 291 partite, regalando tante emozioni ai suoi tifosi. Domani siederà in panchina accanto al suo secondo Jon Andoni Goikoetxea, altra ex gloria biancorossa (ma soprattutto blaugrana, visto che con il Barcellona vinse 4 campionati e la Coppa dei Campioni).
L'emozione sarà ovviamente molta, speriamo che il buon Kuko abbia pietà di noi e ci regali un po' di punti...
Sarà una partita particolare anche per Javi Martinéz, acquistato quest'estate dall'Osasuna B, il cui tecnico era proprio Ziganda. Tanti intrecci, insomma, per un derby davvero particolare.