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Nando Llorente festeggia dopo il gol del pari: è l'undicesima rete stagionale del "9" biancorosso (foto Eitb24).
Real Murcia: Carini; De Coz, Ochoa, Marañón (46' Cuadrado), Peña; Richi, De Lucas, Goitom (67' Baiano), Aquino; Íñigo (63' Abel), Iván Alonso.
Athletic: Armando; Iraola, Luis Prieto, Amorebieta, Del Horno; Gurpegi, Javi Martínez (46' Yeste), Cuéllar (62' Gabilondo), David López (69' Garmendia); Aduriz, Llorente.
Reti: 18' Iván Alonso, 30' Llorente, 82' Gabilondo.
Arbitro: Lizondo Cortés (Colegio Valenciano).
Il massimo risultato con il minimo sforzo. L'Athletic si riprende a Murcia i punti immeritatamente persi con Real Madrid e Maiorca, e lo fa al termine di un match dominato sotto tutti i punti di vista dai padroni di casa, già matematicamente retrocessi ma decisi a non regalare nulla ai baschi. Gli uomini allenati da Javier Clemente, indimenticabile vecchia gloria dei Leoni, mettono sul terreno di gioco quell'impegno e quella determinazione che sembrano invece latitare tra i biancorossi, a cui l'innesto di alcune seconde linee (Luis Prieto e Cuellar su tutti) provoca più scompensi che benefici. Non a caso, è il Murcia a passare in vantaggio al 18' grazie ad Ivan Alonso, senza dubbio una delle poche note liete del campionato dei rossi, che stoppa a centro area un tiro senza pretese di De Lucas, supera di slancio un Prieto poco reattivo e insacca alle spalle di Armando. L'Athletic di nero vestito, fin lì inesistente, gioca il suo miglior spezzone di partita proprio dopo il vantaggio dei padroni di casa, generosi quanto si vuole ma terribilmente vulnerabili davanti a Carini; non a caso, ai bilbaini basta aumentare un po' la pressione sui portatori di palla avversari e la velocità di gioco per mettere in seria difficoltà la retroguardia murciana, perforata alla prima azione vera da Aduriz, la cui rete viene però annullata per un tocco di braccio che al replay sembra più un controllo di spalla. L'appuntamento col pareggio è comunque solo rimandato, visto che al 30' David Lopez pennella una buona punizione da sinistra, Aduriz fa da sponda a centro area e Llorente irrompe tra le statue di cera della difesa del Murcia, toccando di sinistro e depositando la sfera nella porta di Carini. Si dice che la vendetta è un piatto che va consumato freddo e sicuramente Nando si è attenuto a questo vecchio adagio, togliendosi la soddisfazione di segnare davanti all'allenatore che, due anni orsono, lo aveva praticamente ostracizzato dopo la sfolgorante stagione d'esordio sotto Valverde.
La ripresa dimostra che il Murcia non ci sta a perdere e in breve si assiste ad un vero e proprio monologo dei padroni di casa, che spingono con convinzione, giocano stabilmente nella trequarti dell'Athletic e non trovano il gol del vantaggio solo grazie ad alcuni buoni interventi di Armando, che in particolare si supera deviando in corner una punizione di De Lucas destinata quasi all'incrocio dei pali. Che non sia la giornata giusta per i murciani lo dimostrano non solo due conclusioni di Ivan Alonso che sfiorano il palo e un altro miracolo di Armando su colpo di testa di Baiano, ma soprattutto il gol del 2-1 per i baschi, siglato in pratica al primo tiro in porta dei Leoni nel secondo tempo. E' il minuto 82 quando Yeste batte una punizione dai 30 metri e cerca il secondo palo dove sbuca Llorente, che ringrazia ancora una volta le belle statuine della difesa di casa e tocca in mezzo per il liberissimo Gabilondo, a cui non par vero di dover solo accompagnare la palla in rete per siglare il vantaggio. Dopo una buona occasione sprecata da Aduriz, Baiano avrebbe in chiusura il pallone del pari, regalatogli da un incomprensibile colpo di testa verso il centro dell'area di Del Horno, ma il brasiliano non ha fatto i conti con Armando, bravo a salvare di piede la conclusione da due passi dell'attaccante del Murcia.
L'Athletic conquista così i tre punti che gli servivano per raggiungere la salvezza matematica e adesso può affrontare con relativa tranquillità le ultime due gare di campionato contro Racing e Sevilla; l'Intertoto resta a tre punti, ma ciò che conta è aver ottenuto la permanenza in Primera con un discreto anticipo e aver gettato le basi per un futuro che sembra assai più roseo di quanto non lo siano state le ultime stagioni.

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