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Tutto sulla squadra basca. Beti aupa Athletic!

Garmendia abbracciato dai compagni dopo aver siglato la rete decisiva (foto Eitb24).
Athletic Club: Armando; Iraola, Ocio, Amorebieta, Del Horno (67' Koikili); Susaeta, Javi Martínez, Yeste (37' Muñoz), Gabilondo; Garmendia (57' Etxeberria), Llorente.
RCD Espanyol: Kameni; Zabaleta, Jarque, Torrejón, David García; Ángel, Moisés; Rufete (46' Coro), Luis García (87' Jonathan), Valdo (46' Riera); Tamudo.
Reti: 14' Garmendia.
Arbitro: Paradas Romero (Comité andaluz).
Note: prima dell'inizio della partita, la Banda Municipal de Bilbao e la Banda di Txistularis hanno eseguito l'inno dell'Athletic per festeggiarne il 25° anniversario.
Nel contesto di una Liga ormai impazzita (Real e Barça che hanno un passo da provinciale, Valencia disperso, Saragozza che oggi sarebbe retrocesso), una certezza per gli appassionati c'è: il comportamento casalingo dell'Athletic. Con il sole o con la pioggia, di pomeriggio oppure di sera, d'inverno o in primavera il copione non muta, anche se, ultimamente, a cambiare sono stati i risultati, per fortuna in meglio. Anche la partita contro l'Espanyol non ha apportato variazioni significative allo spartito che i Leoni suonano al San Mamés da inizio torneo: primo tempo su ottimi ritmi, condito da un gol e da altre occasioni clamorose, e ripresa vissuta in un crescendo rossiniano di sofferenza che stavolta non è stata seguita dal pari avversario grazie ad una serie di miracoli (ed errori altrui) davvero clamorosa.
L'Athletic scende in campo con il 4-4-2 caparrossiano ormai assodato, anche se ci sono variazioni sostanziali nella formazione iniziale. Con Orbaiz che ne avrà per almeno un mese a causa dell'infortunio rimediato a Huelva, Jokin sceglie di piazzare Yeste a fianco di Javi Martinez e non dà fiducia a Muñoz, positivo domenica scorsa; in difesa rientra Ocio al posto dello squalificato Ustaritz, ma la grande novità viene dal reparto offensivo, dove Garmendia viene scelto a sorpresa come partner di Llorente. L'Espanyol, 8 sconfitte nelle ultime 11 gare di campionato, si presenta a Bilbao schierata da Valverde col suo classico 4-2-3-1, ma all'assenza dell'infortunato De la Peña si aggiunge quella di Riera, a cui Txingurri preferisce Valdo. Come spesso accade al San Mamés, l'inizio dell'Athletic è veemente e il pressing furioso dei Leoni costringe per lunghi minuti i "periquitos" nella propria metà campo; ai padroni di casa sembra mancare la lucidità necessaria per sfondare e far male a Kameni, tuttavia la prima palla-gol è anche quella buona. Al 14', infatti, Gabilondo lavora un buon pallone sulla sinistra e crossa alla perfezione verso Garmendia, che scatta abilmente tra i due lenti centrali dell'Espanyol, stacca e batte il portiere camerunense con un preciso colpo di testa. E' il primo gol stagionale per il fantasista di Basauri, che premia così la decisione di Caparros di schierarlo dall'inizio. Per Garmendia la soddisfazione è immensa, anche perchè ad agosto era stato scartato per fare posto al rientrante Ezquerro ed era stato reintegrato in tutta fretta solo quando il passaggio di Santi dal Barcellona all'Athletic sfumò; per lui, tifosissimo dei biancorossi fin dalla più tenera età, è stato difficile non mollare e ritagliarsi un suo spazio giorno dopo giorno, faticando e lottando per convincere il tecnico delle proprie potenzialità, dunque questa rete ha quasi il sapore della consacrazione.
Ottenuto il vantaggio, l'Athletic non si accontenta e sfiora il 2-0 al 27' con Javi Martinez, il cui destro a botta sicura su suggerimento di Garmendia esce di poco alla sinistra di Kameni, anche se è evidente l'errore del giovane centrocampista navarro, che sceglie la potenza invece di piazzare la palla sul palo opposto. Dieci minuti più tardi esce Yeste, toccato duro, ed entra Muñoz, quindi al 38' l'Espanyol si fa vedere per la prima volta in area basca e per poco non pareggia subito i conti con Rufete, il cui sinistro a girare dal vertice destro dell'area supera Armando ma viene respinto dal palo. Proprio in chiusura di tempo l'Athletic potrebbe chiudere virtualmente la contesa: splendido l'assist di Iraola per Susaeta, il giovane canterano si invola, spiazza con un piattone destro Kameni ma angola troppo la conclusione e spedisce la palla fuori di un soffio. Come un pugile alle corde che si salva grazie al gong, l'Espanyol evita di capitolare all'ultimo secondo e rientre in campo dopo l'intervallo con più determinazione e voglia di giocare; Valverde ci mette del suo, togliendo Rufete e Valdo per Coro e Riera, e gli effetti delle sue mosse si vedono già al 54', quando Coro mette un gran pallone in area dalla fascia destra che Luis Garcia doma ed offre poi a Tamudo, sul cui tiro dal limite Armando si distende e blocca. L'Athletic è inconsistente in fase di interdizione, supportata a centrocampo dal solo Javi Martinez, e cede progressivamente campo agli ospiti, che giocano meglio e costringono gli avversari a difendersi e tentare sporadiche sortite in contropiede. Llorente spaventa Kameni con un cabezazo su corner di Gabilondo, ma sono i perici ad andare davvero ad un passo dal gol al 64': Iraola si tuffa per liberare di testa in modo maldestro e consegna il pallone a Riera, che supera di slancio Armando, prende la mira e conclude a botta sicura, trovando però un miracoloso Aitor Ocio a respingere sulla linea di porta. Dopo un paio di buoni interventi di Armando, al 74' l'Espanyol si trova il pareggio servito su un piatto d'argento da Susaeta, che travolge Tamudo in area in modo tanto inutile quanto plateale. E' calcio di rigore e sul dischetto va proprio Tamudo, lo specialista biancazzurro: il tiro del capitano dei catalani è forte e centrale ma alto, altissimo, e la palla si perde tra le confortevoli braccia della Sud. Esplode il San Mamés, si rianima l'Athletic mentre cala il buio sulla squadra di Valverde, che si sgonfia come un palloncino bucato dopo aver fallito la più comoda delle occasioni. I Leoni controllano agevolmente l'ultimo quarto d'ora di partita e vanno anche vicini al raddoppio con una sventola di Javi Martinez, trovandolo poi in pieno recupero grazie ad un colpo di testa di Llorente, che si vede però annullare la rete per un chiaro fuorigioco. Finisce dunque 1-0 per i bilbaini, che mettono in cascina il sesto risultato utile consecutivo (quattro vittorie e due pareggi) e raggiungono quota 43 punti, il che equivale ad avere praticamente raggiunto la salvezza. La zona UEFA resta a 5 lunghezze di distanza, i punti di vantaggio sulla terzultima sono invece 10. Direi che è ancora presto per stappare lo spumante, ma se non altro possiamo iniziare a tenerlo in fresco.

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