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Tutto sulla squadra basca. Beti aupa Athletic!

Llorente osserva il suo colpo di testa che entra nella porta dell'Almeria (foto As).
UD Almería: Alves; Bruno, Pulido, Carlos García, Mané; Juanito; Melo (57' Soriano), Corona (82' Uche); Juanma Ortiz (54' Jose Ortiz), Crusat, Negredo.
Athletic Club: Armando; Iraola, Amorebieta, Ocio, Koikili; Susaeta (89' Ustaritz), Javi Martínez (66' Orbaiz), Yeste, Gabilondo; Etxeberría (71' Aduriz), Llorente.
Reti: 59' Negredo (rig.), 72' Llorente.
Arbitro: Undiano Mallenco (Comité navarro).
Un punto su un campo difficile come quello dell'Almeria non va mai buttato, ma grande è l'amaro in bocca per un Athletic che gioca meglio e meriterebbe il bottino pieno, non trovandolo però a causa delle ormai arcinote difficoltà negli ultimi 20 metri. Non è un problema di attaccanti, non ora che Llorente sembra finalmente aver superato i dubbi amletici che lo hanno bloccato nell'ultimo biennio, ma è più che altro una difficoltà nel trovare sbocchi all'azione offensiva quando si arriva nei pressi dell'area avversaria; la squadra, insomma, anche quando domina non riesce a creare molte azioni pericolose, dunque la beffa è sempre in agguato (e anche contro la squadra di Emery abbiamo rischiato di subirla).
Caparros abbandona il 4-2-3-1 usato nelle ultime trasferte e torna al 4-4-2, cambiando però diversi elementi nei ruoli chiave: spicca soprattutto l'assenza in mediana di Orbaiz, in luogo del quale gioca Yeste, che torna dunque a interpretare il ruolo di pivote dopo diverse giornate; a sinistra si rivede Gabilondo (prova diligente la sua), in avanti c'è Etxeberria, al rientro dopo l'infortunio, in coppia con l'intoccabile Llorente. Unai Emery, il tecnico basco degli andalusi, risponde col suo 4-3-3 d'assalto e con la sua formazione-tipo, dove spicca su tutti la stellina Negredo. L'Almeria è squadra che fa del pressing alto e dei ritmi forsennati le chiavi del proprio gioco, pertanto ci si aspetterebbero i padroni di casa all'assalto e un Athletic tutto difesa e contropiede; non è così, invece, e fin dalle battute iniziali i baschi si fanno preferire nel possesso palla e nella veloce circolazione della stessa, tenendo lontano dalla propria area gli avversari grazie al baricentro alto e alla spinta sulle fasce, in particolare sulla destra dove Susaeta è come sempre il più frizzante dei suoi. Al dominio territoriale dei Leoni, purtroppo, non corrisponde un adeguato numero di palle-gol, tanto che Alves si spaventa solo a causa di una conclusione da lontano di Koikili al 10' (gran botta fuori di poco) e di due tentativi di Yeste al 22' e Gabilondo al 39', col primo in particolare che chiama il portiere di casa ad un intervento non semplice. L'Almeria non riesce a trovare il bandolo della matassa e soffre soprattutto a centrocampo, limitandosi a chiudere gli spazi nella propria trequarti ed a tentare qualche sortita in contropiede, senza tuttavia giungere mai a tirare verso la porta difesa da Armando. Al riposo è 0-0, Caparros presumibilmente dice ai suoi di affondare i colpi e l'Athletic rientra in campo deciso ad aumentare la pressione nei pressi dell'area avversaria. Al 54' i Leoni vanno vicinissimi al gol con Gabilondo, che taglia sul primo palo in direzione del cross dalla destra di Susaeta e devia di sinistro trovando però la risposta di puro istinto di Alves, bravo e fortunato nel respingere il tocco da due metri di Igor. Sembra il preludio al gol, invece a passare in vantaggio è l'Almeria, che al 59' trova l'1-0 col suo primo tiro in porta del match, peraltro su rigore; il penalty lo segna Negredo, ma il merito va alla grande giocata del nuovo entrato José Ortiz, che prende palla sulla destra, buca in diagonale la difesa dei baschi e viene atterrato ingenuamente da Yeste appena dentro l'area. Il rigore è sacrosanto e ci sarebbe pure l'espulsione di Fran, già ammonito, sul quale Undiano Mallenco sorvola non senza colpa. Se Emery è stato bravo ad inserire José Ortiz e Soriano per gli spenti Juanma e Melo, altrettanto capace si dimostra Caparros quando decide di far entrare Orbaiz, in grado di prendere d'infilata la difesa alta dell'Almeria coi suoi lanci millimetrici. I frutti del cambio si vedono due minuti dopo l'ingresso in campo di Don Pablo, al 68': lancio del navarro per Llorente, Nando salta Alves e al momento del tiro lascia all'accorrente Etxeberria, posizionato meglio, ma il piatto destro a botta sicura del capitano viene salvato sulla linea da Pulido. Etxebe si dispera per aver mancato il 100° gol in biancorosso e lascia il campo ad Aduriz, tuttavia il meritato pareggio lo sigla ancora una volta Llorente, che risponde così a Negredo nella sifda tra giovani bomber e dimostra di aver finalmente preso coscienza dei propri mezzi. L'azione è molto bella e parte dal solito lancio di Orbaiz che pesca stavolta Susaeta, bravo a far sponda di testa per Nando che irrompe e insacca con un cabezazo che toglie il tempo ad Alves e lo brucia sul suo palo. Ottenuto il pari, l'Athletic commette l'errore di rilassarsi e per poco non paga carissimo questa brutta abitudine. Emery, infatti, si rischia negli ultimi minuti Kalu Uche in avanti, la sua squadra alza il baricentro e sfiora due volte il gol, prima con un colpo di testa di Soriano che esce di pochissimo e quindi, al minuto 88, con un altro colpo di testa di Uche murato da Amorebieta, sulla cui respinta Ortiz calcia malamente a lato. Caparros fiuta l'aria che tira e corre ai ripari inserendo Ustaritz per Susaeta, cambio che blinda il pareggio e consente ai baschi di ottenere un punto comunque prezioso. La zona retrocessione è sempre in agguato e dista giusto una lunghezza...inutile dire che il match di domenica con il Valladolid assomiglia tantissimo ad uno spareggio salvezza.
I migliori e i peggiori nell'Athletic: con una difesa alta come quella dell'Almeria servivano prima le geometrie di Orbaiz, quest'anno spesso in difficoltà con ritmi di gioco elevati ma che ha dalla sua una capacità d'impostazione e un lancio lungo con pochi eguali nella Liga. Susaeta è un folletto sulla destra, peccato che talvolta manchi di lucidità al momento d chiudere l'azione, come quando, nella ripresa, tira da posizione defilata invece di servire Llorente; la sua capacità si saltare l'uomo e la sua velocità restano comunque due delle poche armi su cui i Leoni si basano per scardinare le difese altrui. Buono Gabilondo sulla sinistra, non fa niente di eccezionale ma fa sentire la sua presenza, è diligente come al solito e sfiora anche il gol. Llorente non riceve moltissimi palloni, ma quando viene messo in grado di concludere fa male: i suoi progressi sono incoraggianti e adesso Nando somma 7 reti in Liga, 5 delle quali realizzate nelle ultime sei partite.
Nessuna prestazione davvero negativa tra i baschi, anche se Etxeberria è fumoso e cade troppe volte, facendo innervosire pubblico e avversari. Yeste gioca discretamente, è generoso e si sacrifica molto in fase di copertura, peccato però per quel fallo ingenuo che finisce per sporcare una prestazione altrimenti positiva.


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